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3 segreti per avere successo: Paola Dubini a braccetto tra Economia e Arte

Paola Dubini è stata la mia professoressa di Economia Aziendale nell’unico corso di laurea che rifarei ancora 1000 volte, Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione dell’università Bocconi, una bellissima avventura nata dall’incontro di Paola che ne è oggi la direttriceDematte’, Baia Curioni e un gruppetto di altri colleghi.

Se vi interessano i temi dello Spettacolo, dei Media o delle Arti Visive siete nel posto giusto e se vi siete appassionate al mondo dell’Editoria Paola Dubini è la professoressa che state cercando.

Quando le chiedo come ha scelto questo percorso così particolare mi racconta una storia fatta di studio, tenacia ed incontri fortunati. In particolare, e’ quello con il professor MacMillan, cattedra di Innovation and Entrepreneurship alla Wharton University, decisivo per  intraprendere la carriera universitaria “volevo fare il professore come lo faceva lui, consapevole di essere deviante nei modi di fare ricerca e nel trattare argomenti di frontiera”. È cosi che la professoressa Dubini si avvicina a temi come l’imprenditorialità e la globalizzazione negli anni ‘80, il rapporto tra economia e media culturali negli anni ’90 sviluppando sempre nuove competenze in particolare in campo editoriale.

Tra i suoi “role model” femminili ci sono due donne che combattono l’idea della donna fragile: Anna Harendt grazie alla sua capacità di raccontare, con grande coraggio e limpidezza di pensiero, verità scomode, dolorose e dirompenti. E poi Madame Curie, la prima donna ad insegnare alla Sorbona, Premio Nobel per la Fisica (1903) e la Chimica (1911).

Per non farsi mancare proprio niente è di recente entrata nel C.d.A. di uno dei palazzi più belli d’Italia, il Palazzo Ducale di Mantova. “Dopo la nomina, mi ritrovai a camminare all’interno di quelle 395 stanze maestose e mozzafiato e parlando con il direttore del Palazzo spaziavamo dalla storia dei Gonzaga ai problemi gestionali, ma la sensazione era unica: il valore di un progetto nuovo, difficile e dall’esito incerto, l’dea di vastità del compito, ma allo stesso tempo di missione da costruire a piccoli passi uno dopo l’altro”.

Quando le chiedo tre consigli per le ragazze di YWN, mi risponde secca: “Sperimentare, investire su sé stessi e saper sorridere… molto!”.

Sperimentare

Paola mi parla di finestre fortunate, mi dice che la prima è dai 21 ai 28 anni e che durante queste finestre bisogna approfittare del massimo grado di libertà e togliersi tutte le voglie professionali. “Quindi se sognate di lavorare in Antartide andate ora”, perché la famiglia e la maternità sono esperienze fondamentali nella vita di una donna e nonostante sia un momento più fortunato per le carriere rosa, la strada per una ragazza è sempre più difficile rispetto a quella di un uomo.

Investire su sé stessi

Pensate alle conseguenze e alle conseguenze delle conseguenze. Costruite il vostro obiettivo per il futuro e continuate a investire su voi stesse cercando di seguire quel percorso. Evitate l’autoesclusione ed il “piangersi addosso” perché vivere le scelte come antagoniste depotenzia. Allenatevi invece ad affidarvi a voi stesse, pensando a un modo sostenibile per essere felici.

Sorridere Molto

Fate qualcosa di diverso che vi appassioni e tenete a mente che l’importante è avere successo come persone e non solo nel lavoro. In questo senso Paola ci confessa: “Io per esempio avrei potuto fare più carriera, sì, avrei potuto diventare ordinario, entrare in un altro C.d.A., ma sono felice perché sono una personalità rotonda e sia la mia vita professionale che quella personale mi appassionano. Dopo tutto la decisione più importante della mia vita è stata quella di sposare mio marito e avere due figlie, non c’è momento professionale che lo ripaghi!

 

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